chi non lavora...

Ci possiamo mettere a costruire anche un mattoncino al giorno, piano piano, come le formiche. Un pezzo oggi, uno domani, e tempo qualche mese avremo tirato su delle belle mura possenti e dovremo dolo decidere di che colore imbrattare le pareti.
Che cosa va di moda quest'anno? Il viola e il nero. E noi le facciamo viola e nere, perchè, che diamine, dopo tutto questo lavoro ci mancherebbe anche che la gente deve entrare in casa nostra e dire “si bello, per carità, però sto colore non ci sta per niente”
E' molto importante, e dobbiamo saperlo sin dall'inizio, che ci mettiamo l'anima in pace che un sacco di mattoncini non serviranno a niente. Si, ci daranno il ritmo, ci regaleranno lo spunto per i mattoncini che metteremo su nei prossimi giorni, ma stiamo pur certi che alla fine del lavoro avanzerà un sacco di roba.
E con tutto questo materiale abbandonato, nascosto in una stanzetta, che ci facciamo?
Ce lo teniamo, naturalmente.
E' peccato buttarlo via, cestinarlo senza pensieri, considerato tutta la fatica che proprio quel giorno, quando avevamo litigato con quella là e invece di uscire a conoscerne altre, siamo rimasti a casa a lavorare di piccone e cazzuola. Poi, e questo è un segreto, in questo lavoro non si butta via niente. Prima di tutto siamo così gelosi e possessivi rispetto a quello che abbiamo preparato, che mai e poi mai accetteremmo di vederlo finire nell'immondizia, come un qualsiasi pezzo di muretto a secco di un qualsivoglia operaio svogliato e senza idee. E poi, e qui ci costa molto ammetterlo, non è che potremo girare a meraviglia tutta la vita. Dobbiamo anche considerare che ad un certo punto le cose potrebbero andarci così bene da non avere la minima voglia di passare il tempo a menare le mani col cemento, preferendo magari la compagnia di un'altra, ma magari un pochino meno complicata di quella di prima, oppure semplicemente avremo voglia di metterci a guardare le vecchie foto e contemplarle con qualche amico mentre ascoltiamo una cassetta di quando eravamo adolescenti. Insomma, a noi piace sì sporcarci le mani, ma ci piacciono ancora di più le pacche sulle spalle, i premi produzione e soprattutto le ferie meritate.
Perchè, si sappia, questo è un lavoro molto duro, sebbene qualcuno, in genere molto invidioso, è pronto a giurare il contrario. Siete dei privilegiati, ci dicono. Ah certo, tutti sono buoni a fare fatica se viene spiegato loro come si fa. Tutti quanti, o almeno quasi tutti, da ragazzini hanno imparato a riconoscere i materiali, a saperli combinare senza sbagliare e a suon di cazzotti sono stati persino in grado di metterci un pochino d'anima, meritando i loro dieci minuti di inno al prodigio.
Ma noi siamo di un'altra pasta. Noialtri raccogliamo la polvere da terra e la trasformiamo in un tortuoso grattacielo, di quelli che ti chiedi come facciano a stare in piedi senza cascare, e man mano che sali, piano dopo piano, sei così eccitato dalla paura di poter finire d'un tratto sfracellato al suolo, che ti senti addosso la febbre che non hai mai provato, quella che ti spinge a fare un altro passo per scoprire finalmente dove arriverai. E quando sarai in cima, con i piedi gonfi e il sudore che ti scende dalle guance, ti accorgei che tutto sommato non è stata così dura, ma quel figlio di puttana che l'ha messo in piedi questo grattacielo maledetto deve averci avuto due palle così.
E così che andiamo avanti, noi. Fra i fischi di chi ci considera dei mitomani sfaccendati e le carezze di chi ci ha sempre creduto.
E ci piace così, è inutile far finta di portare la croce.
Poi però viene la parte più difficile del nostro lavoro, quella che sanno fare bene davvero pochi di noi. E' un passaggio obbligato, davvero incomprensibile. Tanti si rifiutano fin dall'inizio, perchè non ne comprendono l'utilità, altri di noi ci provano a farne a meno, ma poi si ritrovano con le mani nella sabbia a chiedersi come mai non sta in piedi neanche se la mischiano con l'acqua e si rendono conto che è venuto il momento anche per loro. Altri ancora, davvero in pochi, sanno già come andrà a finire e, non appena l'ultimo degli spettatori si sarà allontanato dalla grande opera, accenderanno la miccia e la fanno andare giù.
- author: nicolaventola
- category: chi non lavora, letteratura molesta, esperimenti di sociologia
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